martedì 29 dicembre 2009

Partenze

Lasciare un luogo, lasciare delle persone, lasciare...
Trovare un modo per sopravvivere a tutto questo. Cosa significa saper dimenticare? Non so dimenticare?
So solo che non so avere dei ricordi a metà. Non so avere ricordi migliorati o peggiorati dalla mia coscienza.
O tutto o niente. E se qualcosa sta scomparendo per sempre dalla mia mente, prima mi tormenta con una lunga agonia.

venerdì 25 dicembre 2009

Miti

C'è gente che sa raccontare i suoi guai al mercato. Mentre compri la frutta, senti accanto a te una donna sui sessanta che urlando di disperazione dice alla vicina "Signora, sapesse che mi è successo!" e da lì parte il racconto: Il figlio è stato abbandonato dalla moglie che ha portato con sè i due figli piccoli. Lo ha lasciato senza preavviso. Ha un altra relazione già da tempo e stava con il marito solo per soldi. Lui è rientrato a casa dal lavoro e non ha trovato più nessuno...
"Una disgrazia, una rovina quella cognata!... Era tutto organizzato..."
Ti viene da chiederti se è proprio così che è andata, ma che importanza ha in quel momento? Non ce la fai a essere cinico.
Ti viene da commuoverti, e allora cominci a credere che non è proprio finito il teatro che commuove, il teatro in cui rivedi parte dei tuoi sentimenti, parte delle tue emozioni che credevi seppellite dietro il tuo visino da matriosca... Ti viene da piangere e lo fai insieme a quella signora, anche se lei non lo sa.
Il mito vive.

giovedì 17 dicembre 2009

Vitamine

Ci sono volte in cui anche mettere una bustina di the in una tazza è un compito difficile. Non ti riesce di tenere niente al suo posto. Tutto ti sfugge di mano e quando passi lasci dietro di te montagne di cose cadute tutte insieme.
Poi cerchi di portare avanti almeno il minimo indispensabile, ma rimani fermo lo stesso.
L'unica via d'uscita ti sembra la rubrica del telefono per chiamare le due tre persone che di solito ti stanno ad ascoltare. Ma non ci sono neppure loro.
E'un quadretto usuale e tu nel viverlo ne perpetui l'esistenza!
Forse l'unica vera consolazione in certi momenti così è sapere di non aver perso la tua nota un po' patetica ma a cui sei tanto affezionato... E allora è più semplice aprire una bustina di patatine e berci su una birra e dire "Al diavolo le vitamine!!"

mercoledì 9 dicembre 2009

Circolazione

La vena poetica si fa debole, si nasconde sfugge ad essere palpata anche con le dita più sensibili. La mattina è un modo per rimandare al pomeriggio, il pomeriggio alla sera e la sera al giorno dopo. Rimandare a domani non è affatto dolce, ha il sapore di wasabi per diventare poi per saturazione niente poco più che assenza di sapore per te e per chi ti sta accanto... Non rimandare, cerca di agire.

giovedì 3 dicembre 2009

Tutto

Non puoi trovare tutto in tutto. Ed è per questo che non sai più se credi che si può trarre insegnamento da ogni cosa. Di certo il tutto è qualcosa di relativo, per cui cose che per te non sono niente per qualcuno sono tanto. Alllora credi di capire... Il tutto potrebbe essere in tutto, in ogni cosa che sperimentiamo, ma il singolo non è capace di vedere tutto in tutto, non può, e se dice di poterlo fare, mente!

mercoledì 25 novembre 2009

Cuore

Il cuore delle cose non ne è il centro. Allo stesso modo sarebbe bello avere un posto marginale nella vita di chi dice che sei importante per lui. Senti che dentro di te tutto si attorciglia. Non c'è tempo non c'è tempo.

martedì 17 novembre 2009

Crediti

Ogni convegno che si rispetti ha il suo bouffet. E non importa se si parla di celiachia o di problemi di colesterolo, di diabete o denutrizione. Alle 11 suona una campanella preceduta già da un vocione al microfono che dice "Signori, adesso ci avviamo al BREAK del mattino, nella sala grande alle mie spalle troverete da ristorarvi" (cornetti, ciambelloni, pasticcini, succhi di frutta)... Se il convegno dura fino al pomeriggio non mancherà la seconda pausa verso le 13.30 (pasta fredda, supplì, tramezzini, panini... niente vino)...
Ti chiedi perchè ogni cosa deve avere sempre un suo ciclo, salita e discesa, discesa e salita.

domenica 1 novembre 2009

Tracce

Mentre ti pettini allo specchio sposti lo sguardo al muro sulla tua sinistra: schizzi di colore sulla parete. Stringi gli occhi e aggrotti le sopracciglia per cercare di capire, di ricordare. Come ci sono finiti lì quegli schizzi?
Non c'è già più tempo di pensarci, e ci sono già fin troppe cose in disordine rispetto a quelle tracce sul muro. E così ritorni a pettinarti i capelli, li raccogli in una coda con un elastico nero e ti vesti per iniziare un'altra giornata...
Accendi per qualche minuto la radio... Dreaming California...
Si ritorna al lavoro...

giovedì 29 ottobre 2009

Madre

Autosufficienza, dove ho letto questa parola per la prima volta?
E fu così che hai imparato ad abbracciarti da sola, una sera. Non avresti mai potuto essere l'ombra di qualcuno, mai sentirti dolcemente asservita al volere di un' altra persona, mai la grande donna dietro a un grande uomo.
Ma credi sempre allo scambio reciproco di attenzioni e cure.

domenica 25 ottobre 2009

Scienza

Quale scienza può definirsi perfetta?
Nessuna o tutte, dipende da come consideriamo l'uomo... Ma in ogni caso non possiamo escludere la relatività...
Una tazzina di caffè normale e una tazzina di caffè decaffeinato possono andare bene di prima mattina come compromesso al divieto di bere caffè... Un raggio di sole ti fa primavera anche se l'orario è cambiato al contrario. Odore di pulito in casa tua, tutto è ordinato e rimesso a nuovo, anche il vecchio computer risplende di luce propria adesso... Una sorpresa inaspettata un ritratto di tuo fratello che vive a Londra... Tutto è chiaro e tutto è così semplice e non sai se è l'ennesimo scherzo dell'immaginazione. La scienza non è esatta anche quando è esatta e tu vai fiero delle tue mani che non raggelano ancora sotto l'acqua ghiacciata mentre lavi i piatti o fuori al balcone la mattina presto mentre stendi i panni. Quanto durerà? Non importa.

sabato 17 ottobre 2009

Equazione

Ad un certo punto ti sei accorto dei termini di un problema o meglio di un'equazione. Nell'autobus fuori dal centro abitato sei uno straniero e chiedi informazioni per dirigerti nel luogo di destinazione. Prima un ragazzo, forse romeno, ti aiuta a capire la tua fermata, poi una signora, forse polacca, ti indica l'arrivo... Entrambi gentili, pieni di una cortesia avvolgente. Il tuo autobus è pieno di lavoratori che vengono portati nei cantieri, hanno sonno, è mattina presto, talmente presto che il sole sta appena sorgendo. Le distese erbose e brulle e il cielo rosa arancio e il silenzio dell'autobus interrotto solo da qualche colpo di tosse. Ti dimentichi i brutti motivi per cui hai dovuto prendere quell'autobus stamattina presto, pensi che sarebbe bello raccontare al tuo migliore amico tutto questo, ma poi ti fermi. A essere sincero con te stesso è da un pezzo che a nessuno interessa veramente più sapere di queste tue visioni! E capisci che devi cominciare a raccontare quelle cose senza un preciso destinatario. Devi emanciparti, essere libero di essere con tutti. Lasciarti andare a tutto quello che incontrerai e a tutti quelli che di nuovo avranno voglia un giorno di ascoltarti... Poi se ne verrà fuori un polpettone banale accetterai le conseguenze. .. E vabbè!

sabato 3 ottobre 2009

Sono odioso

Dal libro "Frammenti di un discorso amoroso" di R. Barthes
ecco cosa hai letto oggi:

MOSTRUOSO
Il soggetto si rende improvvisamente conto di stare soffocando l'oggetto amato chiudendolo in una rete di soprusi: di colpo, da individuo sventurato che desta compassione, egli si sente diventare un essere mostruoso.

[... ]
2. Il discorso amoroso soffoca l'altro il quale schiacciato da questo dire massiccio, non trova spazio per esprimersi. Non è che io gli impedisca di parlare, ma so come far scivolare i pronomi : io parlo e tu mi comprendi, dunque siamo.
Talvolta, con terrore, prendo coscienza di questo rovesciamento : io che mi credevo puro e semplice soggetto (soggetto assoggettato: fragile, delicato, degno di compassione), m'accorgo di essere diventato una cosa ottusa, che va avanti ciecamente, che schiaccia ogni cosa sotto il peso del suo discorso; io che amo mi rendo indesiderabile, sono messo sullo stesso piano degli importuni: quelli che danno fastidio, che mettono a disagio, che nuocciono, che complicano, che chiedono, che intimoriscono (ovvero più semplicemente: quelli che parlano).
Ho preso un granchio madornale su me stesso.

(L'altro è sfigurato dal suo mutismo, come in quei sogni spaventosi in cui la tale o talaltra persona che noi amiamo ci appare con la parte inferiore del volto completamente cancellata, priva della bocca; e io che parlo, sono anch'io trasfigurato: il soliloquio fa di me un mostro, un'enorme lingua).

domenica 27 settembre 2009

Stasera era allettante l'odore di chiuso misto a quello della pizza proveniente dal ristorante vicino casa. Ci passi davanti per caso e ti accorgi che la tua felicità in quel momento preciso consite nell'andarci a mangiare in compagnia di chi vuoi. Quell'ambiente isolato di periferia sa di festa, quei tavoli disposti in fila con le tovaglie a quadretti e il vecchio proprietario affacciato a guardare i passanti, ti piacciono.
Invece ieri sera a Roma era il caos, all'improvviso le strade, che fino a sabato scorso erano semi vuote, si sono super affollate e tutto della città sembrava così scontato
così consumato.

giovedì 17 settembre 2009

Nullafacenti

I nullafacenti di Roma urlano sotto il sole e la pioggia vicino al balcone di casa tua. Un bagno di luce e di acqua in cui risplendono soffrono ogni giorno. In metro leggono l'oroscopo sui giornali abbandonati dagli altri e parlano tra loro come se fossero su un altro pianeta. Ma sono a Roma come te e camminano per le stesse strade e hanno gli stessi tuoi bisogni elementari: mangiare, bere, dormire in un letto in una casa. Alcuni sono solo uomini, altri solo donne, altri sono insieme, altri giocano a carte fuori una rosticceria di periferia, altri bevono birra su una panchina di un grande o piccolo parco, altri hanno un cane con cui parlano. Sono i nullafacenti di Roma, visi squadrati e gonfi, mani grosse uomini e donne. Stamattina che sei a casa nella tua vestaglia a pois e lasci entrare il sole in camera tua al terzo piano e ti affacci al balcone li senti ancora di più. Stanno urlando, sono vivi più che mai, veri più che mai.

mercoledì 9 settembre 2009

Antipatie e simpatie

Non riesci a toglierti di dosso la distrazione. Hai sempre la testa altrove rispetto al luogo in cui il tuo corpo è presente, ma dove e perchè? Neppure tu lo sai. Spesso risulti antipatico a chi del tuo comportamento fa segno di stupidità. Forse hanno ragione.
"Lo prendi il caffè?", "La fumi una sigaretta in pausa?"... Queste sono le domande dell'ambiente in cui lavori. E non sai rispondere si abbastanza volte alla prima domanda e mai alla seconda domanda. Non ti piace fumare e questo va a tuo svantaggio in un luogo dove 10 persone su 12 fumano e non sai compensare questa mancanza con abbastanza sorrisi. Basta, scrollati di dosso quella faccia stanca e quegli occhi stralunati, le spalle incurvate sotto il peso delle aspettative altrui. Ci deve pur essere una via d'uscita.

sabato 29 agosto 2009

Quello che ancora manca

Cerchi un modo per non parlare della stanchezza del rientro, ma non lo trovi. Al supermercato incontri volti abbronzati, commessi abbronzati, tutti sono rientrati. Ma ancora qualcuno a Settembre parte. E'difficile immaginare il rientro al lavoro, per chi ce l'ha, e difficile immaginare la fine dell'estate per chi non ce l'ha. Tutto galleggia ancora come una barchetta di carta al largo. Ma a chi può interessare tutto ciò? Ne è pieno il mondo di lamentele così!
Intanto devi pensare a preparare anche un esame per fine mese: chirurgia medica, un'altra mazzata al tuo ego sognante... !! Cosa resta da fare?

sabato 15 agosto 2009

Faccia di luna

Faccia di luna

lavori a ferragosto?

No, ma vorresti?

No, ma cosa significa?

Lei lavora

Lui lavora

Tu no

Faccia di luna

giovedì 13 agosto 2009

Esco di casa verso le 19 per fare la spesa e incontro la vecchietta del piano terra in macchina fuori dal cancello del palazzo verso chissà dove...
E'tutta fiera e sorridente di quel viaggio nella seicento Fiat della figlia, guidata dalla figlia. Al rientro, dopo un'ora circa, la rincontro, questa volta affacciata alla finestra, parla con le vicine di casa mentre la nipotina gioca a palla con gli altri bambini.
E'una donna fiera dei suoi 70 anni, le si legge sul volto la soddisfazione, ha fatto tutto quello che voleva: si è sposata, ha una figlia con una utilitaria che l'accompagna nei vari posti, una nipotina che gioca sotto casa sua.

Penso ad alcune righe di Ginsberg, in Kaddish, parlando della madre morta folle e straziata in una casa di cura...

- ... così fino alla fine, 2 giorni dopo la sua morte ricevetti la sua lettera. Strane profezie rinnovate!
- Scriveva :
"La chiave è nella finestra, la chiave è nel sole alla finestra. Io ho la chiave. Sposati Allen non prendere droghe. La chiave è tra le sbarre, nel sole nella finestra.
Con affetto,
Tua madre"

- Che è Naomi.

martedì 11 agosto 2009

Lusso

Qualche giorno senza programmi è il massimo del lusso che posso concepire. Alzarsi la mattina senza mettere la sveglia, ascoltare musica, stare in silenzio per ore fermi senza fare nulla senza pensare a nulla o a tutto. Ecco, stare al paese natio qualche giorno comincia ad avere questi risvolti positivi. I genitori sono i tuoi figli adottivi da accudire da cui farti prendere in ostaggio per la sera, per uscire con loro, andare per sagre, mangiare gelati giganti. Hai deciso di dedicargli tutte le tue serate di questi pochi giorni da loro. La mattina loro lavorano e così hai tutto il tempo anche per te e per altri... Hai anche sentito una vecchia amicizia, ma non poi troppo vecchia, per un incontro... Ci sei rimasto un po' male nel constatare che sei una frana delle relazioni con persone dell'altro sesso. Infatti anche quest'altra amicizia è naufragata, se mai c'è stata. Non sei di certo la persona più attraente del mondo (e neppure di qualsiasi paese) ma con chiunque dell'altro sesso finisce sempre per c'entrarci il sesso. E tutto naufraga nell'impossibilità di sentirsi.
L'altra persona : "Ti ho pensato ogni tanto"
Tu : "Ah davvero? e perchè non ti fai mai sentire?"
L'altra persona : "Meglio di no..."
Pazienza, ti rimangono altre amicizie meno complicate, seppure meno mature.
Domani lascerai tutto questo per andare dalla persona più cara di tutte.

venerdì 7 agosto 2009

Clessidra

Succede che metti la macchinetta del caffè sul fornello e intanto fai altre cose e... finisce che il caffè si brucia in parte e in altra parte si versa fuori dalla macchinetta sul piano cucina...
In casa si sparge l'odore di caffè, lo stesso ti ha avvisato che il guaio era combinato!
L'ultimo giorno di lavoro prima delle vacanze a volte può essere insopportabile o interminabile, altre invece è il più piacevole di tutti. A me è successa quest'ultima cosa. Non che ci siano state belle notizie, anzi... ma stranamente tutto mi riusciva bene e una bambina mi ha detto in bolognese "Ma sei proprio brava!" mentre le cambiavo le medicazioni della sua ferita.
Menomale, a volte si ha bisogno di complimenti anche o forse soprattutto di quelli dei bambini.
Ma Roma riesce sempre ad essere più complessa di ogni complessità, più triste di ogni tristezza più bella di ogni bellezza, più confusa di ogni confusione. Ogni fenomeno ti si mostra con più chiarezza quando sei libero dai soliti impegni. Fai due passi sulla Tuscolana e per ogni passo ci sono diecimila cose che ti turbano e ti fanno mettere in discussione tutto. Ti fanno capire come sei egoista a volte, quanto sei chiuso nelle tue piccole realtà immaginarie. Vorresti che agosto non finisse più. Vorresti dimenticare tutto quello che c'è stato prima e tutto quello che verrà dopo. Fa caldo, gli aerei si affannano a fare avanti e indietro tra un paese e l'altro, triplicano, moltiplicano le corse sul tetto delle case. La tua è ben esposta. Ti intristisce questo traffico, ma ugualmente oggi hai deciso che è agosto il mese più bello.

martedì 4 agosto 2009

Lettera aperta ad un apprendista infermiere

Le giornate in un reparto di ospedale, o per meglio dire unità operativa di terapia intensiva ti mette di fronte a una interminabile serie di immagini e storie ed emozioni. E tu vorresti essere lucido pronto a scattare come fanno tutti i professionisti presenti. Vorresti mettere in pratica tutto quello che hai imparato fino a questo momento sull'anatomia, sui farmaci, su determinate problematiche... ma non riesci neppure a fare la somma di 4 ml di bicarbonato di sodio con 16 ml di acqua distillata. Quanto fa 4 + 16? Ti incanti, pensi a questa somma da fare e non ci riesci. Sei bloccato, improvvisamente assente a te stesso per non dire agli altri. Troppe frasi e domande stupide, che ti chiedi poi davvero come hai fatto a dirle, perchè le hai dette agli infermieri di turno? Che ti frulla nella testa? Qui serve prontezza non divagazioni filosofiche e ancor peggio intellettualoidi artistoidi!
Hai la testa tra le nuvole e appari davvero tonto... Forse lo sei?

martedì 28 luglio 2009

Ragione

Sei arrivato al punto di farti una ragione di un po' di cose. Sei una donna ma scrivi al maschile. Sei stato ad aspettare il ritorno di un caro amico da Londra che non vedi da due anni, per due anni. E' tornato a Roma per tre settimane ma non vi siete visti. Gli hai scritto hai provato a telefonargli ma è stato tutto un buco nell'acqua, o un buco nel ghiaccio tanto il risultato è lo stesso.
L'altra persona importante della tua vita abita a un'ora e mezza di treno da te, in un'altra città sempre. Vi vedete solo una volta a settimana o una volta ogni due settimane. Prima avevate le telefonate di ore al telefono, passate a dirvi ogni piccolo dettaglio del giorno trascorso. Ora anche il tempo per le telefonate non c'è più. I minuti gratis della vostra promozione telefonica avanzano ogni mese e non si cumulano, si perdono e basta. Stupido tu che vivi quelle telefonate come degli appuntamenti. L'altra persona vede bene di distinguere le uscite dalle telefonate. E fa bene. Perciò non ne vale la pena di rimanere a casa per sentirsi. O di perdere l'occasione di riempire anche un unico giorno senza uscite di sera senza fare nulla, chiamandoti. No. Ecco che organizza una bella cena in compagnia. Questo è giusto. "Amore mio, mica esisti solo tu nella mia vita" l'altra persona dice. "Hai ragione" dici tu. "Tanto può bastare anche chiamarsi mentre si aspetta l'autobus o mentre si aspetta di entrare in un locale o al lavoro!"
"Non devi pensare alla quantità ma alla qualità" dice l'altra persona.
Certo, lo farai.

sabato 25 luglio 2009

Geografia

Sei stanco, hai passato tutto il giorno a correre tra un letto e l'altro di un ospedale, messo alla prova dagli sguardi di chi ti insegna la "professione". Tirocinio, dicesi tirocinio... Ti arriva una telefonata appena uscito da qui.
Sono i tuoi genitori cinquantottenni del sud che intanto si trovano da una zia del nord, al mare. Ti chiedono preoccupati "Tutto bene?". Tu rispondi stupito ma anche indifferente "Si, perchè?".
Ti dicono che hanno visto in tv di un incendio e pensavano fosse proprio dove sei tu ( "Sardegna tra Oristano e Porto Vesme??... boh" pensi...) non solo nella tua città, ma proprio vicino casa tua, anzi vicino all'ospedale dove fai tirocinio!
Li lasci parlare a turno, prima la madre poi il padre. Li tranquillizzi e tenti di spiegargli, ma senza sforzarti troppo (perchè proprio non ce la fai!) , la geografia dell'Italia. Ma niente risultati, continuano a dirti che sono preoccupati e sei stanco e lasci correre.
Li stai per salutare in modo stranamente dolce e loro "Ma quand'è che ti riposi un po', vienici a trovare". E tu "Si, mi riposerò, ma dopo ferragosto, parto faccio un giro a Budapest e Praga per una settimana... "
E loro di rimbalzo " Oddio! Nei posti dove combattono la guerra per caso??"
E tu, rassegnato " Si si proprio così".
[...]

giovedì 16 luglio 2009

Lontananza

Cosa significa stare vicino ad una persona in un momento difficile?
Cercare di capire ciò di cui ha bisogno e agire di conseguenza
o agire in base a quello che a priori crediamo sia bene, secondo i nostri criteri, per lei?
O ancora... farsi sentire ogni tanto in base al nostro tempo, dopo il lavoro, dopo la chiacchierata a tavola con la famiglia, dopo la chiacchierata con il ragazzo di nostra sorella, dopo una conversazione di circolo al telefono, dopo un riposino sul nostro bel divano davanti alla tv?
La risposta sembra facile, eppure...

giovedì 9 luglio 2009

Parallelismi

Domani so di certo che tre eventi diversi accadranno in tre posti diversi alla stessa ora.
Uno accadrà a Nola. Una ragazza ventisettenne si sposerà con tanto di vestito bianco e bouquet e confetti e parenti e... sposo. Tutto in pompa magna... Sarà festa.
Uno accadrà a Torino. Una donna e suo marito sui trentasei anni prenderanno un aereo per andare dalla loro famiglia a Caserta e avvisarla felici che aspettano un bambino da quattro mesi già... o finalmente... Sarà festa.
Uno accadrà a Roma. Una ragazza o donna di trentuno anni andrà a sostenere un esame di infermieristica all'università. Non si sa cosa sarà...

L'orario: tre di pomeriggio.

domenica 5 luglio 2009

... a Venezia

Ci sono persone così naturalmente belle. Il loro modo di parlare, di guardare, di capire è al di sopra della media e non si può non notarlo. Camminano leggere e sembra che tutto quello che fanno di grande o piccolo sia un successo. Non conoscono lo squilibrio anche se si ubriacano. Gli piace la musica e conoscono tante canzoni, ma non solo quelle sconosciute, anzi soprattutto quelle trasmesse dalle radio commerciali. E leggono tanto allo stesso modo in cui ascoltano tanta musica. Sanno ridere per ogni cosa che lo meriti anche poco, ma sanno essere crudeli se qualcosa non le interessa. Vorresti avere il controllo che hanno loro sulla loro vita, vorresti almeno riuscire a capire come fanno. Forse arrivi a capirlo e forse non condividi nè apprezzi nessuno dei loro compromessi, ma sei abbagliato troppo dal loro splendore e non noti che questo. Ho conosciuto da poco una di queste persone.

domenica 28 giugno 2009

Ansia, non lasci sublimarti. Le nevrosi sono un modo per stare bene, ma tu hai vinto anche quelle. Ansia, ansia continua e insonne. Ansia, che rendi arido ogni pensiero e vuota una mente piena di fantasia. Ansia, arruoli la follia e la psicosi come uniche compagne di squilibrio equilibrato. Rendi tutto così difficile.
" There is a panther stalks me down:
One day I'll have my death of him..."

sabato 27 giugno 2009

Occhi

Occhi alle 6 del mattino in una metropolitana già affollata. Sbadigli, teste che penzolano dal sonno, donne che traggono fuori dalla borsetta contraffatta un rossetto rosso per calcarlo e ricalcarlo sulle labbra, bambini di strada, uomini con la valigia e con la cravatta, uomini nella divisa dell'imprea di pulizia per cui lavorano, uomini con i vestiti sporchi di vernice e i piedi gonfi e ruvidi nei sandali di plastica. Due amiche parlano dei figli e delle bollette e dell'ufficio che andranno a pulire. Un vecchio parla da solo. Tu sai che sono cose viste e riviste eppure continui a guardarle senza discrezione. Non ti accorgi di essere invadente in quel momento guardi e basta e pensi che qualsiasi cosa accadrà durante il giorno, hai già visto qualcosa di eccezionale.

sabato 20 giugno 2009

Routine impossibile

Con la mente tutto può apparire risolvibile. Organizzi su un foglio i tuoi giorni e i tuoi orari, i turni di lavoro, le poche uscite, le faccende domestiche, la spesa, lo shampoo, le telefonate, le visite di routine dal medico, qualche chiacchierata sul pianerottolo di casa con la vicina e in casa con la coinquilina. Tutto si può fare, un'ora per questo fatto, otto per quest'altro, cinque minuti per quell'altro e così via. Sulla carta tutto sembra un gioco in cui con diversi gradi di difficoltà armonizzi gli eventi della tua quotidianità. Sulla carta/ con la mente/ tutto sembra sufficiente...

domenica 14 giugno 2009

Colori

I tuoi pastelli colorati sono diventati più corti dopo averli temperati per giorni e giorni. Conservano ancora però il loro profumo originario, legno, polvere colorata e cartone. Sono tutti raggruppati nel portamatite formano sempre il bouquet colorato di sempre, ci tieni a metterli subito in ordine dopo averli utilizzati. Ma non hanno più gambi lunghi e omogenei gli uni con gli altri. Il nero è diventato cortissimo, il rosso è a metà, il verde pure, il giallo, l'azzurro, il viola il marrone sono quasi intatti, il blu segue il nero ma ancora lo supera, il bianco è il più alto di tutti.

martedì 9 giugno 2009

Se improvvisamente tutto quello che ci risulta facile ed automatico compiere diventasse per noi difficilissimo? La coscienza ha di questi effetti collaterali...

domenica 7 giugno 2009

Indossare per giorni la stessa tuta in casa è come avere un guscio in cui sentirsi accolti. Incuranti del cattivo odore ci infiliamo quella stessa maglia e quegli stessi pantaloni. Appena rientrati a casa indossiamo il nostro involucro, la nostra membrana protettiva e lasciamo che tutto ci caschi addosso senza opporre resistenza: il tempo, i rumori dal piano di sopra e della lavatrice nella stanza accanto, la voce della coinquilina che canta sotto la doccia e i graffi del suo gatto sulle sedie di legno. Ci mettiamo alla scrivania per portare avanti con metodo ma sempre per inerzia un lavoro da finire...

martedì 2 giugno 2009

Si rasenta il patetico in certi momenti. E ci si accorge che è così quando non si riesce per niente a scherzare sul proprio stato d'animo. Nulla. Niente ironia. Evvabè..

lunedì 1 giugno 2009

Sublimazioni

Mi manchi. So che una mia sola parola per te è troppo.
Mentre per me rappresenterebbe solo un attimo di sollievo dopo tutte le volte che mi nego di parlarti.
Ho deciso di rispettare il tuo volere, non ti scrivo, non ti chiamo. Ma è davvero questo che vuoi? Qualcuno aveva scritto "Amore è tutto ciò che può essere ancora tradito". Ci siamo traditi a vicenda, ma io l'amore lo sento ancora.

lunedì 25 maggio 2009

Cosa significa raccontare i propri fatti privati alle persone che vivono nella propria casa, coinquilini, forse amici o anche familiari?... Raccontargli fatti propri privati. Un conto è il migliore amico ma quando ci si trova a dire di episodi personali in modo scherzoso e superficiale a un semplice gruppo riunito a cena, che cavolo sta succedendo?
In quei momenti si svende tutto il valore che quel fatto ha potuto avere... Una litigata appassionata avvenuta il giorno prima con il proprio ragazzo e tutte le parole, i rimproveri, gli ambienti... tutto raccontato ad altri, ai propri coinquilini o familiari... Che senso può avere? Nessuno buono per i due protagonisti... Eppure accade. E così di quella litigata appassionata finita con una riappacificazione da favola, se ne è riso a tavola.

venerdì 22 maggio 2009

All'improvviso si viene a sapere da estranei che un caro amico si è trasferito a Londra, suo fratello si è trasferito a Dallas, un ex coinquilino si è trasferito a Barcellona, un altro amico a New Orleans, un altro ancora progetta di andare a Berlino. Tutti sembrano partire cambiare attraverso questi spostamenti, vanno avanti. Qui a Roma non si può vivere, si guadagna poco, qui è sempre la stessa storia, qui ci sono rapporti da dimenticare... Credi ancora di poter vivere come un pezzente del tuo lavoro sottopagato e gioire di strade romane sempre più private di estate romana? Credi ancora che ti basterà nel tempo una passeggiata in centro tra i turisti e i suonatori e le chiese da ristrutturare? Credi ancora che ti possa far sorridere passare a febbraio a piazza S. Pietro e trovarci ancora il presepe, pur fregandotene dei presepi? Credi ancora che sia bello andare in un cinema che proietta film d'autore e stare da solo con il bigliettaio a vederti Heimat 2 in piena estate e poi rientrare con il notturno strapieno di povera gente che torna a casa dal lavoro in qualche ristorante del centro? La risposta è SI.
Ma chi rimane comincia talvolta a sentirsi colpevole delle partenze altrui... Come accade ai bambini di fronte a un evento spiacevole...

lunedì 18 maggio 2009

Accorgersi di tante cose tutte insieme genera confusione. Così è come non avere capito niente anche se non è così... o forse si, è così, non si è capito niente. Il tempo per riflettere è così poco. Eppure basterebbe... La cosa più difficile è fare i conti con realtà diverse da se stessi. A volte sono gli altri che popolano queste realtà a farci capire quanto ci stiamo bene o poco. Sono loro a darci l'idea della nostra identità. E ci accorgiamo che ci vedono in un modo totalmente diverso da quello in cui ci vediamo noi. Ancora di più ci accorgiamo che non sappiamo se gli altri ci vedono così perchè così hanno deciso in base alle loro predisposizioni, o se siamo stati noi proprio ad alimentare quell'immagine.

sabato 16 maggio 2009

Satiri danzanti

L'immagine di te che mi riaccompagni a casa e scendi dalla macchina per venire con me alla porta d'ingresso del palazzo in cui abitavo e dirmi buona notte prima di ripartire... Poi sarebbe cambiato tutto già un mese dopo: mi lasciasti alla fermata dell'autobus a metà strada per casa mia! Incominciò un'amicizia bellissima e mi manca tanto.

martedì 12 maggio 2009

A volte il tempo gioca brutti scherzi. Ma più che il tempo è la nostra mente. Il tempo è la nostra mente. Sarebbe bello adesso continuare le avventure delle persone fin qui narrate ma è come se fossero partite lontano, lontano in qualche luogo che non conosco. Oggi la realtà mi appare popolata di luoghi comuni, archetipi e nostalgie. E forse dovrei esserne felice ma invece non lo sono, perchè non me ne sento parte. Mettere su una tela un colore piuttosto che un altro. Scegliere colori caldi invece di quelli freddi. Far sentire a casa chi guarda il dipinto... No, niente di tutto questo mi riesce di volere...

venerdì 8 maggio 2009

Credo sempre di più che i buoni consigli esistano...

martedì 5 maggio 2009

L'anno scorso tutto quello che avevo era più nuovo di adesso.
Anche se in disordine, tante cose erano più nuove. E questo rendeva tutto splendente...
Ora vedo il cambiamento. Le mie mani più screpolate e ruvide, il mio caro golfino più sdrucito di allora. L'elastico per capelli ha resistito ma è smollato.
Prendo quello che ho scritto finora e lo accartoccio virtualmente... E' tempo di rinnovamento... ma il mio vecchio golfino lo tengo...

lunedì 4 maggio 2009

Vicine #2#

Non è successo nulla di strano se la sera prima si erano chiuse la porta in faccia, pur senza sbatterla, senza dire nulla... Non che non si volessero del bene e del rispetto, anzi... La verità è che non riuscivano a mentire, e se una sera non gli andava di parlarsi, bene così! E pure se fosse stato per un mese e più... loro sapevano che mai si sarebbero perse, che sempre avrebbero trovato l'una nell'altra una reciproca comprensione e una sconfinata verità... Erano stanche delle frasi alla moda e delle parole ad effetto, stanche delle frasi famose e delle parole sarcastiche o ciniche. Ma prive del senso dell'orientamento, spesso si perdevano in tipi posticci di bellezze, rendendosi conto solo dopo tanto tempo che era stato solo un buco nell'acqua...
Baddy certo è diversa in questo. Si è costruita con ostinazione una vita che comincia ad essere quasi normale, quasi inutile, quasi sbiadita... E' lei che deve occuparsi di loro, del palazzo e viene pagata per farlo... è lei che ha ripreso gli studi e progetta mille rivincite. E' lei che sente sempre di dover dimostrare qualcosa a qualcuno...

sabato 2 maggio 2009

Vicine

Felicetta e Nursy guardano pensierose fuori dalla finestra delle loro case. L'una di sera tardi l'altra di mattina presto. Entrambe sono confortate dall'idea di poter trovare ovunque la bellezza, o almeno quella che per loro si dice tale. Non sognano grandi viaggi e grandi incontri. Solo il calore di un ambiente impregnato di umanità e semplice bellezza... Il loro condominio non è di case in affitto, certo, nè di case comprate... E' un edificio che ospita ragazze senza nessuno, incapaci di desiderare la ricchezza economica o il prestigio di una carriera qualsiasi. Non per questo non si danno da fare, ma lo fanno a modo loro e riescono comunque bene a portare cose buone a chi le incontra. Felicetta aiuta dei venditori ambulanti di frutta, Nursy pulisce case e condomini... La loro ricerca della bellezza è una cosa davvero seria ed ha avuto un caro prezzo...
Anche Buddy abita nel loro stesso condominio, ma lei ne è l'amministratrice e coordinatrice anche se nel frattempo studia per diventare infermiera (nonostante sia arrivata alla trentina)...

venerdì 1 maggio 2009

Mattinata

- Buongiorno - dice con voce rauca Tommaso al telefono.

- Ciao - risponde Baddy.

T. - Allora cosa combini?

B. - Mi sono svegliata da poco... Lo so, sono le 11 ma non ce l'ho fatta ad alzarmi prima...

T. - Tranquilla, non ti chiamo per rimproverarti e poi anch'io mi sono svegliato da poco... in fondo oggi è festa, no?

B. - Mmm, mmbeh si... Eeeeee...cch!!, scusa ma mi sta venendo l'allergia con la primavera...

T. - E che cavolo, un po' di sole dopo tanta variabilità e freddo e già ti lamenti?!

B. - Ecco, lo sapevo, devi sempre spiegare le cose con i manuali degli psicologi... mica è colpa mia se mi viene l'allergia di questi tempi?!

T. - Ma dai non arrabbiarti, lo sai che scherzo! Non essere permalosa come al tuo solito!

B. - Comunque non mi va di parlare del tempo!

T. - Hai ragione... senti, allora oggi studierai o hai cambiato idea e ce ne andiamo con gli altri a un pic-nic al parco? Dai!

B. - No, mi sono ripromessa di studiare... Mi sento troppo in colpa...

T. - Vabbè, pazienza.

B. - Si, pazienza.

T. - Non hai niente più da dire?

B. - No.

T. - Vabbè, ti saluto!

B. - Ciao!

T. - Prrrrrrrr!!

B. - Bllll! Divertiti.

lunedì 27 aprile 2009

Istantanee


Tommaso non ha voglia di pensare a niente quando si trova a cena con i propri amici. Gli piace solo il rumore dei piatti e dei bicchieri che si scontrano per un brindisi, più brindisi. Preferisce il rumore della gente al rumore dei suoi pensieri. Forse dovrebbe prenderli un po' più sul serio, invece no. E per questo che non ha più un pensiero tutto suo già da un bel po' di tempo... ma scrive poesie... Ieri è stato a trovare Baddy. Insieme sono andati a scattare foto in una zona periferica della città: una vecchia ferrovia tuttavia famosa e trafficata, negozi di frutta, case vecchie famose in film di registi famosi...

lunedì 20 aprile 2009

Le avventure di Felicetta

La stanza con la primavera ancora non è del tutto calda come lei vorrebbe... ma ormai ha già fatto il cambio di stagione e non ha più il pigiama invernale nel cassetto, e neppure il pigiama estivo (nel senso che di primaverili o estivi non ne ha). Allora deve arrangiarsi: prende una maglia a maniche corte, prende un vecchio paio di pantaloni di cotone, una vestaglia di cotone, una maglia di tuta messa sulla vestaglia ed è pronta per la notte, senza dimenticare di mettere un paio di calzini.
Ora è perfetta, ma chi lo direbbe vedendola? Ha un mollettone verde a reggerle i capelli... I pois gialli e arancioni della vestaglia si possono armonizzare con il rosso della maglia e il blu dei calzini? (Per non chiedersi della maglia della tuta) ... Anche una ragazza con un pigiama di fortuna può essere bella?...

sabato 18 aprile 2009

... ancora Baddy

A Baddy forse fa male tutto questo tempo libero. Non sa avere un ordine da sola. Ecco che si stranisce con poco, meno di mezzo bicchiere di vino e già ha perso la testa, una settimana a casa dal suo corso di infermiera e già ritorna ad avere strani pensieri.
Ma non aveva detto che avrebbe approfittato del tempo libero per studiare, per preparare per l'ennesima volta l'esame di Clinica Medica?... Invece niente, e anche quando è a casa sta sempre davanti al computer. Un vecchio portatile che quando è acceso fa rumore come il sistema di raffreddamento di un trattore.
Eccola che si è messa perfino a disegnare di nuovo e addirittura ad ascoltare i vecchi Smiths. Ma tanto poi rinsavisce in tempo... forse.
Baddy è la classica ragazza senza arte ma con una parte.
Vive nello stesso palazzo di Nursy...

venerdì 17 aprile 2009

Le avventure di Baddy

Menomale che c'eri tu, ragazzo con i pantaloni blu a righine bianche. Oggi proprio non mi andava giù niente finchè non ti ho visto. A volte mi sembra tutto troppo serio e allo stesso troppo inaffidabile. Non ce l'ho fatta a mettermi in posa per la foto di gruppo in classe.
Lo so che sono apparsa male lo stesso ma male per male ho preferito così...

giovedì 16 aprile 2009

Nursy fa le pulizie ad ore nei condomini di Roma... Non fa questo lavoro come ripiego, ma perchè le piace davvero, le è sempre piaciuto. Pulire, lucidare le cose, mettere ordine... Non che lei sia ordinata, anzi... Accade spesso che la sua abitazione sia completamente sottosopra... e solo dopo che ciò si è verificato, lei comincia a ricomporla pian piano.
Accumula panni sporchi, polvere sui mobili, briciole di biscotti pezzi di tutto sul pavimento, terra dalle scarpe, fogli ammucchiati, volantini pubblicitari mai letti sparsi ovunque... E poi riordina tutto. Ogni volta periodicamente accade questo. Le piace lasciare che gli oggetti trovino il loro posto a caso dopo averli utilizzati e osserva sempre con stupore il mistero delle cose che continuano ad accadere e a cadere a prescindere da lei, come la polvere sui mobili...

mercoledì 15 aprile 2009

Le avventure di Nursy

Iniziano qui le avventure della signorina Nursy... O sono già iniziate in un altro luogo e in un altro tempo ma non importa. Finite le festività, la tovaglia a quadretti e il grembiule a fiori sono stati messi via. Come in un rewind, uno ad uno gli ospiti sono usciti, senza voltare le spalle a Nursy. Lei pure è andata via da quella casa e da quella città ma voltando le spalle... Sono passati due giorni dalla pasquetta e Nursy ha preso il treno per tornare nella sua casa numero due che poi dovrebbe essere in realtà la casa numero uno...

lunedì 13 aprile 2009

Non è stato possibile stendere i panni puliti. La grigliata all'aperto è stata trasferita all'interno. Eppure è iniziata e tutti partecipano in qualche modo. Rosetta ha portato le noci, Anna la pasta fresca, Clemente il vino, Domenico le braciole, Tina uno sformato di patate, Ludovica la musica... Domani tutto sarà di nuovo come sempre, ma oggi no. La cucina è più bella se contiene l'odore di torta, anche se non hai fame. E fai di tutto per cercare una tovaglia a quadretti e perchè no un grembiule con i fiori, per sentirti in armonia con l'odore di torta. E quando ogni tanto traspare un po' di luce dietro i nuvoloni, ti sembra che sia un dono solo per te, voluto per te dalla natura che ti ringrazia per aver cercato di partecipare alla sua bellezza relativa. E ti senti meno in colpa per tutte le volte che non hai saputo amarla.

domenica 12 aprile 2009

Non ci sono citazioni stasera nella mia mente, solo il rumore della lavatrice che gira e gira nella stanza accanto...