lunedì 31 ottobre 2011

Prodigio

Il tuo sbadiglio è uno sprazzo di serenità in ogni momento.
Interrompe, anche se per poco, i brutti momenti
prolunga, anche se per poco, i bei momenti...

mercoledì 5 ottobre 2011

Ssssssss

Andrea dorme, dopo essere stati svegli entrambi fino alle quattro, si è risvegliato in lacrime alle sette per la poppata. Ho appena aperto un po' la finestra a chiusura ermetica della  camera e in un attimo è entrata una ventata di rumori, l'abbaiare di Fritzs. Andrea sobbalza. Anch'io sobbalzo, temendo che si stia svegliando di nuovo. Mi ha scritto una mia cara amica che adesso vive a Bologna. Mi manca, mi sento un po' sola in questa nuova città, anche se ho pochissimo tempo libero per pensarci, è una condizione che sento anche se non ci penso.
Non dimentico mai i miei amici che non sento più. Li penso sempre, ogni giorno ho un momento per loro e vorrei tanto chiamarli ma abbiamo litigato e cosa potrei dirgli non lo so
So che ogni giorno mi chiedo se stanno bene, se sono felici...
Soprattutto vorrei condividere con loro il mio presente.
Mi manca l'odore del Policlinico, le altre infermiere, i bambini così dolci e spauriti. Mi manca la mia stessa paura dei primi tempi, l'aria fredda fuori la metro alle cinque del mattino. Il sonno no, non mi manca! Con Andrea dormo pochissimo lo stesso.
Vorrei tanto avere la possibilità di fargli conoscere anche solo una parte di questa parte di me.Ora tossisce e chiude il mio post.

giovedì 15 settembre 2011

Tempo

Ieri ho dimenticato il ferro da stiro acceso dal pomeriggio fino ad ora...
Mi sono resa finalmente conto che è ora di staccare la spina... e cercare un po' di tempo per me. Ma proprio mentre lo penso e lo scrivo, ecco che Andrea piange. Aspetto, può darsi che si calmi. E poi no, non posso pensare solo a lui anche adesso! Come è diffiicile per me. Mi credevo una persona più dura, invece a un minimo pianto lo sollevo dalla culla e lo prendo tra le mie braccia. Come farò quando tornerò al lavoro? M. ha ragione a dire che ormai non faccio che parlare solo del mio piccolino. Di certo non vorrei mai diventare come i nostri genitori che tra di loro parlano solo dei propri figli... Eppure so che i primi post che scriverò saranno ispirati da Andrea. Per me ogni suo gesto, ogni sua smorfia è fonte di lunghe riflessioni... ma ecco, devo trovare almeno il tempo per scriverle!

lunedì 1 agosto 2011

Andrea

Sei arrivato finalmente dopo tanti mesi di attesa. Essere genitori... Qualcosa di inimmaginabile.
Come il tuo ittero da allatamento che mi fa essere una mamma tanto apprensiva...
Andrea

martedì 5 luglio 2011

Il punto della situazione

Tenere un blog può servire a difendere il diritto di essere triste ogni tanto oltre che felice. Il resto  non serve quasi mai a darti questa possibilità.
Perchè è così difficile  trovare con gli altri una sincrona felicità e una sincrona tristezza? Perchè capita sempre che oggi sono felice io e triste tu e viceversa?

Un tempo avrei risposto con una battuta di un film della Nouvelle Vague. Ma oggi non basta più.

mercoledì 22 giugno 2011

Di come Fritzs è diventato grande

Non so dire di come Fritzs, il cane del mio vicino, da un giorno all'altro abbia mutato il tono con cui abbaia. Era un cucciolo di cane da caccia ora è un adulto cane da caccia. Fino a ieri abbaiava come piangono i neonati, chiuso nella sua gabbia, con uno sguardo nostalgico verso chiunque gli passasse davanti. Stamattina non abbaia più come un cucciolo impaurito, abbaia come un cane adulto e ha le zampe tanto lunghe ormai.
Mi sembra cresciuto in una notte.

mercoledì 15 giugno 2011

Qualcosa sulla libertà

A qual fine si libererebbe il proprio paese, se, dopo, non sussistesse una significante meta vitale - una meta per raggiungere la quale vale la pena di essere liberi? Se l'uomo non riesce a trovare alcun significato nella  propria vita, poco importa che passi il suo tempo sotto un regime comunista o sotto un regime capitalista. Solo se egli può usare della propria libertà per creare qualche atteggiamento significante, assume rilevanza il fatto che egli sia o non sia libero.
( L'uomo e i suoi simboli, Ed. Tea Due, 2001, pag. 202)

martedì 7 giugno 2011

Fili tirati

Alla ricerca del filo del discorso, aggrapparsi a un ricordo, spremerlo finchè si può. Passa la musica, passano i film. Ora dormo davanti all'ennesimo film di Tarkovskij e mi sveglio con M. e insieme iniziamo nuovi quadri.
Ogni tanto c'è questo dire "basta, certe cose mi hanno stufato". Ogni tanto c'è questo soffrire per certi silenzi. Poi di nuovo tutto passa e passa e passa ancora.

lunedì 30 maggio 2011

Ordine

Può anche bastare un po' di musica a mettere ordine in una vita...
Ci voleva...

venerdì 13 maggio 2011

Bruciare

Vorrei lasciare la padella con le melanzane sul fornello acceso e fare bruciare tutto, mentre sono qui che scrivo di questo.

giovedì 5 maggio 2011

Benessere

L'odore dei luoghi, qualsiasi esso sia, mi riempie il cuore.
Voglio saltare ancora sul materasso a molle di casa nei giorni di festa. Finchè tutto quello che ho durerà...
Finchè starò bene.

lunedì 2 maggio 2011

Diario

Le mie vecchie foto stampate sono il mio diario più vero. Non reggo sempre all'impatto dei cambiamenti osservati, svengo per qualche minuto e poi rieccomi. Per " miei cambiamenti" intendo soprattutto le persone che frequentavo una volta e che non frequento più. Ogni periodo persone diverse poi perse per sempre insieme a periodi diversi. Posso solo ricordarle ma non più averle nelle mia vita. E questo mi restituisce un senso di lutto che non so trasformare in altro.
Un amico con cui ho litigato, si è divertito a dire " Immagino quanta gente verrà alla tua festa. Considerando che sei incapace di trattenere le amicizie." E invece gente ne è venuta ed era contenta per me davvero. 
Non erano persone del mio passato ma del mio presente. E mi chiedo quanto tempo debba passare prima di considerare un amico di vecchia data un amico appena conosciuto. Non so rispondere... solo M. è la mia costante più vera, l'unico che contraddice ogni certezza sulla mia asocialità. 
Intanto ascolto una canzone banale ma che sa di  diario, la dedico a tutti i miei amori andati via. 

venerdì 29 aprile 2011

Muta

Non so da cosa dipenda, ma in questi giorni mi risulta molto più facile fare parlare gli altri. Stare zitta, lasciare che le loro parole mi attraversino senza battere ciglio. Il tipo autocritico che poi non ammette critiche dagli altri, il tipo con un finto complesso di inferiorità, che quando glielo confermi tira fuori il complesso opposto. Il gruppo musicale a cui la ragazza dell'amico di un tuo amico partecipa allegra e ti guarda ed è felice se vai ad ascoltarli.  Il gruppo delle donne di rifondazione comunista, che ti mandano e-mail per dirti di organizzare un banchetto di genere. In questi giorni tutto questo mi annoia e vi assisto ammutolita. Ora mi sforzo di dire qualcosa in proposito ma non so perchè. Forse per sentirmi dire qualcosa da qualcuno ancora e vedere se resto ancora ammutolita o no.

martedì 12 aprile 2011

La camicia strappata

Quante volte ti ho lavato quella camicia a 90° senza preoccuparmi che si potesse scolorire o rovinare in qualche modo. E quante volte l'ho stirata spruzzandoci su il vapore misto al calcare del vecchio ferro da stiro. Tante, tante volte. E tu lo sapevi e ogni tanto mi chiedevi di usare metodi meno forti... Eppure non è mai successo niente a quella camicia, il mio primo regalo per te, di quasi 4 anni fa... niente fino a ieri sera, quando nella rabbia di un  litigio, mentre la indossavi te ne ho strappato un bottone con tutta l'asola... e tu hai continuato, l'hai tolta e con impegno hai strappato tutta la manica sinistra. Dopo entrambi siamo rimasti fermi e dispiaciuti.
Perchè bisogna rovinare le cose per noi preziose per poter capire la nostra follia e tenerla a bada?

lunedì 11 aprile 2011

Povertà e ricchezza

Mi sono svegliata con il pensiero di quando molti anni fa partecipavo ad un mercatino al mare, in campeggio. Prima della partenza per le vacanze andavo dalla vicina di casa, ricca signora, e raccoglievo tutto ciò che lei avrebbe buttato, per venderlo. Tra i tanti oggetti c'era sempre più di un oggetto a sembrarmi bellissimo e quindi da tenere per me. Un delfino d'argento, grande pochi centimentri, un cuscino a forma di cuore, grande poco meno del mio palmo di mano di allora, se pigiato al centro, produceva una melodia da carrillon. Erano cose senza nessun valore forse, ma era la prima volta che ne facevo esperienza e quindi mi sembravano inestimabili. Non so perchè questo ricordo si sia presentato così insistente, forse perchè ho rivisto pochi giorni fa quella signora vicina di casa di un tempo, così invecchiata, eppure sempre portatrice di qualcosa di nuovo per me.
Per quanto finora ne abbia viste tante, resto ancora stranita di fronte alle sue chincaglierie...

lunedì 4 aprile 2011

In gruppo

Stare in gruppo mi risulta tanto difficile, o meglio dovrei dire che proprio non ci so stare in gruppo. Gruppo di studio, gruppo di lavoro e adesso gruppo di training autogeno. Grande deficit. Mi manca il gene.
 "Raccontate cosa avete provato durante questo esercizio di respirazione." Dice l'istruttore.
E ti accorgi che non hai provato niente! ma ti inventi qualcosa quando arriva il tuo turno di parlare. A me il training autogeno stressa, perchè non mi rilassa. Vabbè è solo la prima volta, forse la seconda andrà meglio.
Mi sa che non ci ho capito niente. In gruppo mi distraggo.

lunedì 28 marzo 2011

Non fa una piega

A volte serve sentirsi dire da un'altra persona le cose che già sappiamo...
Altre volte sentirsi dire da un'altra persona le cose che non sappiamo.
Non fa una piega.

venerdì 4 marzo 2011

Una casa

Siamo esseri caldi. Abbiamo bisogno di coperte d'inverno e di conforto tutto l'anno.
Ballare una musica antica in una nuova casa, sentirla provenire dalle corde vocali dei presenti
e non dallo stereo.

lunedì 21 febbraio 2011

Addio

Addio è una parola che ho imparato ad usare finalmente. Che liberazione non trascinarsi più dietro i propri inutili inseguimenti. Inutili martiri, inutili tragedie.
Esiste chi ci ama e amiamo. E quando siamo vicini tutto è elettrico e dolce e stupendo. Sembra quasi incredibile detto e pensato da me, eppure è proprio così.

venerdì 11 febbraio 2011

Profeti chic

In ogni città o paese è possibile trovare una setta di radical chic. Persone che si credono fighe, che credono di essere le uniche a saper parlare, a sapersi vestire, a sapersi presentare. Anche nella mia nuova città c'è una tale setta. Si credono belli e di sinistra, ma quando gli chiedi se hanno votato e chi hanno votato non vanno oltre la sinistra televisiva. Sono stufa di tentare di parlare con questa gente. Sono stufa della loro arroganza mascherata da decadentismo. Vado invece d'accordo con una ragazza un po' più grande di me che da  piccola è caduta 2 volte in un pozzo, che ha letto tanto, eppure non fa la cretina.Sono arcistufa di chi si crede l'unico profeta del bello. Bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!

mercoledì 9 febbraio 2011

Nistagmo

Se un tempo avevo l'impressione costante che tutti andassero avanti mentre io rimanevo ferma, adesso mi sembra tutto diverso. Quelli che una volta stimavo e veneravo come punti di riferimento, sono rimasti sempre uguali a se stessi anche se non più se stessi. Provo un senso di delusione e un po' di vuoto. Ma in questi giorni ho messo via un'altra idea fissa. E scopro che non sono stata mai davvero ferma.

sabato 5 febbraio 2011

Azzurro

Ho bisogno del mio vecchio cinema, della sua saletta buia
illuminata dalle parole di un immagine d'autore.
Ho voglia di mandarini offerti e di racconti su vecchi film.

sabato 29 gennaio 2011

Davvero

C'è chi scompare periodicamente dalla tua vita e poi suppone che ogni post, ogni pensiero ogni timore come ogni gioia si riferiscano solo a lui!
Purtroppo o per fortuna per lui, invece non è così. Forse non si aspetta che tu abbia una vita, anche se lui, in base alle sue lune, ne esce fuori periodicamente.
Ecco, questo post è dedicato davvero a te!

venerdì 28 gennaio 2011

Gioielli

Che bello scoprire la tenerezza in una persona burbera. Sentirsi chiamare per festeggiare una gioia insieme.

mercoledì 26 gennaio 2011

Felicità

Ad un certo punto ho visto la mia felicità. Avrei voluto vederla grazie agli occhi felici di un amico per le cose belle che mi accadono. Invece l'ho vista attraverso i suoi occhi pieni di astio e invidia. All'inizio non mi è piaciuta la mia felicità ma adesso ho capito che non la rinnegherò mai più, anche nei momenti più brutti.

mercoledì 19 gennaio 2011

Live

Più cerco di essere come gli altri
più non ci  riesco.
I made wine from the lilac tree

lunedì 17 gennaio 2011

Conforto

Conforto nei discorsi per strada sulle cose di tutti i giorni. Nelle cose che vanno e in quelle che non vanno, messe insieme su un tir in autostrada. Lo stereo in macchina a sentire le canzoni più brutte. I palazzi messi in fila, il mercato rionale e i negozi di una grande città. Cucinare per te un cavolo crudo...Questa normalità. Conforto di ogni malattia.

venerdì 14 gennaio 2011

Love

Preferisco le cucine ai salotti.
Il silenzio dei pomeriggi che affacciano su tutto.
Il gelo del primo mattino quando ritiro i panni stesi, ghiacciati da un'intera notte.

lunedì 10 gennaio 2011

Se...

Sarebbe bello se le cose rotte si riparassero da sè.
Ecco, un tubo perdeva acqua e ora non più.

venerdì 7 gennaio 2011

Leggera

Ecco che ci si trova dentro la crescita, il cambiamento. Qualcosa di inaspettato ma voluto. Sono finiti oggi i cicli pomeridiani alla tv di film di Natale?

domenica 2 gennaio 2011

3 fogli

Ho trovato, mettendo in ordine in una vecchia casa umbra, tre fogli di carta con su stampate le medesime parole.


Un medico girava per il porto di Londra, chiedendo a tutti i marinai che incontrava, di farsi mostrare il braccio sinistro.
Dopo avere analizzato un considerevole numero di braccia, trovato finalmente quello che faceva al caso suo, propose al marinaio di farselo amputare, dietro compenso di 10.000 sterline. Il marinaio accettò.
A questo punto il medico, dopo averlo amputato, spedì il braccio ad un suo amico fuori Londra, pregandolo, dopo averlo esaminato, di spedirlo a sua volta ad un secondo amico. Quest'ultimo fece la stessa cosa ad un  terzo, il quale, dopo avere attentamente esaminato il braccio, disse: " Ok! Va bene".
Detto questo lo buttò.


Non riesco a capire il senso di questa specie di racconto.